Diario di bordo

La grande revisione

Roma, marzo 1944. Retata di fronte a Palazzo Barberini, effettuata da truppe tedesche e fasciste dopo l'attentato partigiano in Via Rasella contro una compagnia di polizia altoatesina (aggregata alle SS) in addestramento, il 23 marzo 1944. Gli arrestati in questa retata furono portati al Viminale, detenuti e malmenati, e una parte di essi sarebbe stata uccisa per rappresaglia alle Fosse Ardeatine.

Roma, marzo 1944. Retata di fronte a Palazzo Barberini, effettuata da truppe tedesche e fasciste dopo l'attentato partigiano in Via Rasella contro una compagnia di polizia altoatesina (aggregata alle SS) in addestramento, il 23 marzo 1944. Gli arrestati in questa retata furono portati al Viminale, detenuti e malmenati, e una parte di essi sarebbe stata uccisa per rappresaglia alle Fosse Ardeatine.

Lunedì 3 aprile 2023

Il presidente del Senato non smette di abusare della nostra pazienza.
Il busto di Mussolini esibito, l’elogio della Repubblica di Salò, gli insulti agli antifascisti, e adesso via Rasella, i poveri musicisti pensionati uccisi dagli ingloriosi gappisti, veri responsabili delle Fosse Ardeatine.

E “tutti noi” a dirgli che mente e che offende, che le cose non andarono così, che non può continuare a provocare, che ci vuole decenza ad occupare quel seggio, che lui rappresenta pur sempre la seconda carica della Repubblica (e "se Mattarella dovesse essere impedito" eccetera eccetera) ma lui insiste; non fa nemmeno finta di chiedere scusa, invoca la propria libertà di espressione, rivendica la sua storia, le sue origini, è convinto di avere un futuro.

Nessuno, nella coalizione politica che lo ha eletto, ha niente da dire (e dire che non tutti erano missini); nessuno prende le distanze da lui e men che meno la presidente del Consiglio che, anzi, sembra piuttosto tirargli la volata.
E intanto una bella schiera di ministri cerca di avere un po’ di visibilità: e così Dante era di destra, l’utero in affitto è un crimine mondiale, insieme allo scafismo, perseguibile su “tutto il globo terracqueo”, la politica deve star fuori dalle scuole, i ristoranti che propongono gli spaghetti o la pizza devono essere certificati dal governo, le parole straniere devono essere sanzionate, i nostri confini sono sacri, l’Europa dovrà fare i conti con noi, sennò siamo pronti all’autarchia…

Non passa giorno che la magniloquenza e i propositi del nostro attuale governo non si manifestino, con slancio propulsivo.

E allora noi che possiamo fare? Pare nulla, per il momento. Ha da passà a nuttata...

Libri per approfondire

Il revisionismo storico. Problemi e miti

Di Domenico Losurdo | Laterza, 2015

Il negazionismo. Storia di una menzogna

Di Claudio Vercelli | Laterza, 2016

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