Diario di bordo

Lo smisurato dolore dell'America

Lunedì 16 maggio

Questa la storica prima pagina del New York Times di domenica 15 marzo 2022.
“Un milione”, “lo smisurato dolore di una nazione”. La grafica che copre la prima e l’ultima pagina è una mappa degli USA in cui sono segnati, uno per uno con un punto di matita, i morti di Covid degli ultimi due anni. Con un’animazione questi puntini formano tabelle, grafici, curve, mostrano città e campagne sperdute di “una tragedia che non ha paragoni in tutta la nostra storia, né nei periodi di rivoluzione o di guerra, né per precedenti catastrofi” e un numero di morti che stride con l’immagine di benessere, modernità ed alta qualità della ricerca scientifica.
Ora che la percezione generale tende a “voltare pagina” (anche se ci sono ancora 300 morti al giorno), i primi bilanci confermano quello che tutti avevano intuito.
Un’ecatombe di anziani; le maggiori vittime tra i poveri e le minoranze; la strage nelle metropoli; nei ricoveri per anziani e nelle industrie tradizionali; la mancata reazione politica che ha segnato l’inizio della pandemia; un tasso di vaccinazione che si è fermato a un basso 66 per cento per motivi politici, con la destra che si è opposta anche a lockdown, mascherine, chiusure di esercizi e il mondo dei social media che ha avuto un ruolo deleterio promuovendo teorie di complotti e interpretazioni ideologiche, che hanno messo in grave dubbio l’autorità della scienza e del civismo. Un paese che ha dimostrato una gravissima divisione interna e la disfunzione altrettanto grave del sistema sanitario.
Che cosa rimarrà? Purtroppo, i sentimenti prevalenti sono “il risentimento e la solitudine”, una sensazione generale di abbandono dalla quale non sarà rapido risollevarsi.
Accanto a questa dure conclusioni, il giornale propone l’esempio dell’Australia che ha modelli demografici e stili di vita simili a quelli americani. Lì invece ha funzionato tutto: i lockdown, le decisioni bipartisan in politica, un sistema sanitario solidale, una mobilitazione civica generale che ha portato la vaccinazione al 95 per cento e ha saputo rinunciare a Djokovic.
Se l’America fosse stata l’Australia, conclude il NYT, i morti sarebbero stati 900.000 in meno.
   

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