Diario di bordo

Differenze e analogie fra l'ultima guerra e quella in Ucraina

Giovedì 28 aprile

Ieri ci eravamo lasciati a 79 anni fa, con il vertice di Casablanca tra Roosevelt e Churchill nel quale si stilò il calendario della vittoria nella Seconda guerra mondiale.
Se vogliamo paragoni con l’oggi, dopo l’incontro di Kiev, c’è stato il “consiglio di guerra” di Ramstein, Germania, dove tutti gli alleati hanno messo sul tavolo armamenti, strategie, sanzioni… Risultato? Ci aspetta una guerra lunga…. dalla quale è estremamente improbabile che Putin possa uscire vincitore.

Un po’ come era previsto dalla conferenza di Casablanca, dove i piani erano fatti su due anni; ma era anche previsto il dopoguerra.
Roosevelt assicurò che non ci sarebbero state vendette o conseguenze per i popoli che facevano parte dell’Asse (Berlino-Roma-Tokio), ma ci sarebbe stata la punizione e castigo per i loro leader “colpevoli di barbarie”. In realtà, già allora si fecero delle differenze sulla natura dei “popoli nemici”. Per esempio, la “denazificazione della Germania” la si immaginava come un processo molto lungo e radicale, mentre l’adesione del popolo italiano al fascismo venne considerata con più benevolenza. Per quanto riguarda il Giappone, furono gli Stati Uniti a premere con forza per sostenere la Cina di Chang Kai Shek contro l’invasione di Hirohito.
La conclusione della Seconda guerra mondiale in Cina non andò, però, come auspicato a Casablanca: uno sconosciuto Mao Tse Tung entrò a Pechino (1949) su una jeep americana che la sua armata di contadini aveva strappato all’esercito di Chang.

C’era un altro elemento a rendere diversa la scena di allora da quella di oggi, il ruolo della Russia, che allora si chiamava Urss.
Sia Roosevelt che Churchill dissero che era stato invitato “il premier Mr. Stalin”, di cui tessero grandi elogi per la vittoria a Stalingrado.
Confermarono che Stalin era costantemente informato delle loro decisioni e soprattutto, che non avrebbe cercato una pace separata con la Germania, come aveva fatto Lenin nel 1918.
La sua partecipazione alla guerra gli avrebbe dato il potere su metà dell’Europa centrale, cosa che poi sarà formalizzata a Yalta, due anni dopo, nel febbraio 1945, a guerra praticamente finita.

Ecco l’altra grande differenza con l’oggi: il successore di Stalin alla guida del grande paese Russia è difficile che lo vedremo seduto a un tavolo alla fine di questa guerra.

E noi? Ci sono paralleli, assonanze con l’allora e l’oggi? Ce ne sono un mucchio e questo sarà l’argomento di Casablanca 3, (l’ultimo), domani.        

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