Diario di bordo

La carta segreta

Venerdì 20 gennaio 2023

È bello svegliarsi la mattina e apprendere che la tenacia e la solerzia danno buoni frutti.
E infatti, apro il sito del Corriere della Sera che annuncia – prima notizia - che è stata trovata “la carta” che si cercava.
Ma solo dopo un caffè, scopro che la carta non è la pistola fumante sulle stragi del 92/93 rinvenuta a Campobello di Mazara, tra i balocchi e i profumi di Matteo Messina Denaro, ma un documento legale proveniente da una grande studio di avvocati di Torino con cui la Juventus comunica ai legali della superstar Cristiano Ronaldo che il calciatore riceverà i circa 20 milioni di euro che gli spettano, che però hanno il brutto difetto di non essere stati messi in bilancio.

Un po’ di delusione, capite bene. Né a Sciascia né a Calvino (vedi Maremosso di ieri) sarebbe piaciuto, come finale del giallo.
Piuttosto, uno spericolato zig-zag all’inverso: la carta dei soldi a Ronaldo trovata a Campobello di Mazara, “L’agenda rossa” e “ll papello” trovati sotto la Mole.

Ieri avevo avuto un altro piccolo sussulto, quando avevo letto dalle cronache (concitate, con tanto di dirette televisive) sul ritrovamento dei covi, di una scoperta di diamanti e pietre preziose nel “bunker” trapanese. Mi ero detto: vuoi vedere che c’è l’originale del diamante da 3,5 miloni che la signora Violetta Caprotti aveva ricevuto dal padre, il patron di Esselunga?
E invece no, pare che fosse bigiotteria.

Le carte, pare di capire, hanno una vita propria. Compaiono, si nascondono, riaffiorano dove meno te le aspetti. Il memoriale di Aldo Moro ricomparve dodici anni dopo, in un ex covo delle Br,che a suo tempo era stato “scarnificato” dalla Scientifica: stava dietro un termosifone. La “lettera rubata” di Edgar Allan Poe era in un portacarte sulla scrivania del ministro che la cercava come un ossesso. La carta con cui Berlusconi, mezzo secolo fa, firmò un pagherò alla sua famiglia, quella di cui parla il boss Giuseppe Graviano, i magistrati la stanno ancora cercando – siamo nel 2023! - abbattendo tramezzi in antiche magioni nel centro del quartiere Brancaccio. Le carte del tenebroso “Ufficio Affari Riservati” del Viminale – una istituzione dello Stato dietro alle stragi italiane dagli anni Sessanta, Settanta e Ottanta – vennero trovate su un marciapiede romano in scatoloni marci di pioggia….

Oppure può succedere che le carte scompaiano per sempre, forse perché non sono mai esistite. Facciamocene una ragione.

.. però, restando in tema di "carta", ieri una grossa scoperta c’è effettivamente stata: Matteo Messina Denaro teneva nel suo terzo covo, appeso alla parete, un poster gigante con Marlon Brando nella parte di don Vito Corleone. Un messaggio?

 

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