Consiglio d'autore

Lezioni di Ian McEwan

In occasione dell'uscita di Comandante, avevamo avuto modo di incontrare Sandro Veronesi, venuto a parlarci del bellissimo libro scritto a quattro mani con Edoardo De Angelis.

Quando abbiamo chiesto a Veronesi un libro da consigliarci, lo scrittore non ha esitato un solo istante, e ha subito indicato quel che definisce «un monumento in più nella letteratura mondiale»:
Lezioni di Ian McEwan.

Oggi, nel giorno del settantacinquesimo compleanno di McEwan, vogliamo riproporre la testimonianza di Veronesi, per celebrare il genio creativo di un grande scrittore, certi che i suoi romanzi continueranno a deliziare ancora a lungo chiunque ami la letteratura. La letteratura vera, quella capace di portare chi legge in una zona in cui intrattenimento di alta qualità e riflessione profonda sui caratteri e sulla volontà umana non sono in conflitto fra loro, ma anzi si accompagnano l'un l'altra come dita che scorrono agili sulla tastiera di un pianoforte. 

Lezioni
Lezioni Di Ian McEwan;

Dalla Crisi dei missili di Cuba alla caduta del Muro di Berlino, dalla glasnost al thatcherismo, dall'invasione dell'Iraq alla pandemia da Covid, il protagonista di Lezioni pare fluttuare da un'esperienza alla successiva a motore spento, sospinto dalla sola forza dei venti.

Il protagonista del libro è Roland Baines, personaggio che McEwan rende il perfetto precipitato di un uomo comune, uno come noi, che vive in balia degli eventi storici nei quali è immerso e di quelli privati che gli accadono.

In un continuo divenire, seguiamo ogni tappa della sua vita, tra piaceri e dolori, traumi inconfessati e consce sofferenze, mentre la Storia si intreccia ad ognuno di questi momenti.

L'arco temporale del romanzo abbraccia un intero secolo, partendo prima della nascita di Roland e oltrepassandone la vecchiaia. Indagando sul vissuto di altri personaggi (come i genitori e i suoceri), il narratore ha occasione di ripassare nella sua interezza il "secolo breve", presentando ai lettori un diorama del Novecento capace di saldare Prima e Seconda Guerra Mondiale, restituendo la cappa soffocante della minaccia atomica fino ad approdare in una Berlino ancora divisa in due dal Muro. E ovviamente, trattandosi di un McEwan in purezza, gli anni di Thatcher e delle Falkland vi troveranno ampia trattazione, così come il terrorismo islamico, la crisi ambientale e l'epoca del Covid ancora fresca nella nostra memoria.

È un romanzo dove la letteratura e la grande maestria di McEwan fanno un passo ulteriore: un libro che è il più complesso e il più appagante tra quelli che ha già scritto

Sandro Veronesi

Figlio del capitano Robert Baines, veterano della Seconda Guerra Mondiale, e di Rosalind, Roland viene mandato dai genitori in un collegio inglese all'età di undici anni. Il ragazzino dovrà lasciare la Libia e tutte le libertà che in quel Paese aveva esperito.

Mentre prende lezioni di pianoforte scopre un innato talento, che verrà tuttavia ostacolato dalla rigida insegnante Miriam Cornell, la quale, con i suoi atteggiamenti ambigui, lo segnerà più di quanto immagini.
La donna, infatti, alterna sadici pizzicotti e bacchettate a baci sulla bocca che lo destabilizzano e attraggono allo stesso tempo.

Questo oscuro vissuto lo accompagnerà per tutti gli anni successivi, e risuonerà più forte che mai quando - dopo aver conosciuto l'anglo-tedesca Alissa e aver condiviso con lei importanti momenti come i viaggi in Germania nel periodo in cui il Muro di Berlino separava famiglie e amici - si ritroverà quasi quarantenne e da solo a fare da padre a Lawrence, il loro figlio appena nato.
Perché Alissa li ha lasciati? Perché lui, da promettente pianista, è finito a suonare in un piano bar, insegna tennis occasionalmente e invece di scrivere come avrebbe voluto, ricicla messaggi dai biglietti di auguri? 

Abuso e abbandono diventano i due cardini attorno a cui ruota la sua vita, ed entrambi sono stati perpetrati da donne
Ma chi è il vero Roland? Lo potrà scoprire solo indagando a quell'evento cui ritorna sempre: l'iniziazione sessuale, l'amore malato di Miriam nei suoi confronti.

Riuscirà Roland a decidere finalmente per sé stesso? Attorno a questa domanda, lasciata sapientemente risuonare da McEwan, si struttura un'architettura narrativa poderosa che Veronesi ritiene essere forse la più compiuta e potente, fra quelle orchestrate dallo scrittore inglese. 

Ecco un'altra occasione, dunque, per celebrare il talento di uno scrittore-mondo, uno dei pochi autori contemporanei nei quali talento affabulatorio e passione nel tratteggio psicologico dei personaggi trovano una conciliazione capace di scaturire risultati altissimi. In McEwan il controllo formale non abbassa mai la temperatura emotiva 

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