Passato di letture

Ceppo e mannaia per conoscere l'anarchia

L’internazionale dei lavoratori in Italia nasce anarchica

Basterebbe questo incipit potente e lapidario per inserire l’anarchismo in un posto di prestigio all’interno del più ampio filone del dibattito sulle vicende sociali del Paese.

Da sempre “non categoria” politica in Italia più che altrove, l’anarchismo con la sua storia più che secolare è invece stato spesso la cifra dell’effervescenza dei movimenti e precursore di alcune delle conquiste popolari più significative, proprio in Italia più che altrove.

Ceppo e mannaia. Anarchici e rivoluzionari romagnoli nel mondo

L'Internazionale dei lavoratori in Italia nasce anarchica. Nel segno di Bakunin. E non a caso tiene il suo congresso di fondazione a Rimini. Ceppo e mannaia - titolo che riproduce un motto di saluto degli anarchici romagnoli di quel periodo - racconta le storie di tredici anarchici, protagonisti di gesta e azioni rivoluzionarie in tutto il mondo.

Gianfranco Miro Gori, con il suo Ceppo e Mannaia. Anarchici e rivoluzionari romagnoli nel mondo (Interno4 Edizioni 2022) compone una piccola ma importante raccolta di alcuni volti significativi di questo movimento per definizione non incasellabile. Parte dalla sua Romagna, terra sanguigna di contrasti e idee spesso irriducibili, e proprio per questo terra fertile per l’anarchia, per ricostruire con una operazione di artigianato microstorico una serie di biografie a quadro che accompagnano, descrivendola, l’evoluzione del movimento anarchico.

Si parte, scusate il gioco di parole, “a bomba” col precursore Felice Orsini, che in nome della libertà dei popoli attenta alla vita di Napoleone III, simbolo dei pericoli di un liberalismo fragile e facile preda del populismo. Nella carrellata di volti e nomi, alcuni noti, altri molto meno, troviamo persone che con la loro vita hanno cercato di perseguire gli ideali di un’umanità finalmente libera da qualsiasi catena.

Tra guerrieri, apostoli, gentiluomini e, ovviamente, partigiani, l’autore riesce a mettere insieme varie anime di un fenomeno che per sua stessa natura fugge da un facile inquadramento storico e politico; Il tutto con una scrittura musicale e riferimenti solidi e lineari, che in qualche punto ricordano i dotti approfondimenti dell’avvocato di Amarcord. Questo libro ci accompagna in un mondo che ha dato molto, nulla ricevendo, allo sviluppo delle idee di modernità e libertà di cui ora godiamo, e che ancora molto ha da raccontare.

Non leggetelo se siete tra quelli che hanno espulso la violenza dal contesto pubblico: l’anarchia insegna che “chi è per la pace sociale a ogni costo” spesso non deve pagarlo, il costo della pace.

Non leggetelo se credete ai cantori della “fine della storia”; un altro mondo è, ed è sempre stato, possibile.

Non leggetelo se siete di quelli che credono che anarchia sia sinonimo di caos: l’anarchia vera è solo e soltanto libertà.

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