Consiglio d'autore

Alec Ross consiglia La tirannia del merito di Micheal Sandel

Se c'è un libro che vi consiglio di leggere nei prossimi tempi, oltre al mio, è La tirannia del merito. Si tratta di un saggio scritto da un economista molto importante negli Stati Uniti, Michael Sandel, che prova a spiegare l'ondata di rabbia che ha investito gli Stati Uniti, ma anche il resto dei paesi occidentali. In questi ultimi trent'anni ci sono stati dei cambiamenti e La tirannia del merito ne dà una bellissima spiegazione

Meritocrazia.
Quante volte abbiamo sentito usare questa parola con un tono indignato e sprezzante?
“Ah, se esistesse la meritocrazia…”
Nel mondo del lavoro di oggi, fin troppo avvezzo a raccomandazioni e sotterfugi, la meritocrazia viene spesso invocata, quasi si confidasse nel suo potere karmico: in una società meritocratica i migliori si fanno strada, mentre tutti gli altri restano indietro, dando finalmente vita a una equa utopia in cui agli sforzi spesi corrispondano dei risultati.
Ma è davvero così?

La tirannia del merito. Perché viviamo in una società di vincitori e di perdenti

Viviamo in un'epoca di vincitori e di perdenti, nella quale è destinato a vincere chi nasce con più mezzi. Chi perde, invece, non ha che da incolpare se stesso. Il grande filosofo americano spiega perché la tirannia del merito sta uccidendo la democrazia, anche in Europa.

Nel saggio La tirannia del merito, il filosofo ed economista americano Micheal Sandel prova a decostruire il mito della meritocrazia, non soltanto mostrandone tutti i limiti ma mettendo anche in luce il modo in cui la retorica dell’ascesa è stata strumentalizzata dalla politica. La tesi di fondo del libro è che questa mentalità – lungi dal condurre a un’utopia illuminata più giusta per tutti – si basi su un falso presupposto: a volte impegnarsi e dare il massimo non è sufficiente, perché entrano in gioco fattori sociali, economici e culturali che giocano contro di noi.

E in un mondo in cui l’uguaglianza delle opportunità non è che una chimera, il mito della meritocrazia finisce per fare il gioco del populismo che lo riduce a semplice slogan. Non stupisce quindi che sia il libro consigliato da Alec Ross, che nel saggio I furiosi anni Venti faceva il punto su innovazione e politica e si interrogava su quali sarebbero stati i più grandi cambiamenti che ci avrebbero investiti da qui a dieci anni.

Una risposta che prova a trovare anche Micheal Sandel, che ne La tirannia del merito legge attraverso una lente originale e spietata fenomeni come la fulminea ascesa di Donald Trump e la sofferta trafila della Brexit, dimostrandoci perché un’idea apparentemente innocua e liberale come quella del mito della meritocrazia rischia in realtà di uccidere la democrazia, in Europa e altrove.

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