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As Days Get Dark degli Arab Strap

Parla di disperazione e oscurità. Ma in modo divertente

As Days Get Dark
As Days Get Dark Di Arab Strap

Edizione in vinileTornano gli Arab Strap dopo oltre quindici anni , l’ultimo album in studio della band scozzese The Last Romance risale infatti al 2005, ed era il sesto album in una carriera decennale che si concluse l’anno dopo con l’uscita della raccolta Ten Years Of Tears. Riguardo al settimo album in studio della band il frontman degli Arab Strap, Aidan Moffat, afferma “Parla di disperazione e oscurità. Ma in modo divertente.”

Così Aidan Moffatt - voce degli scozzesi Arab Strap - racconta "As Days Get Dark", l'album che dopo 15 anni di silenzio li riporta con piglio deciso sulla scena musicale internazionale. Il loro ultimo lavoro si candida ad essere il disco del 2021, poiché fare di meglio in ambito indie-pop-rock (per quanto valga questo modo di categorizzare la musica) sarà davvero complicato.

Undici sono le nuove canzoni che compongono l'album e il primo verso che si ascolta nel brano di apertura "The Turning of Your Bones" permette immediatamente di comprendere quanto lo sguardo degli Arab Strap sia ben concentrato sul presente:

Non me ne frega niente del passato / o dei giorni di gloria ormai andati

E da qui si dipana poi una scaletta che alterna con maestria le sonorità che avevano fatto del duo di Falkirk (piccola città industriale tra Glasgow ed Edimburgo) una delle più originali e sorprendenti realtà musicali di fine anni '90: groove ipnotici accompagnati dalla chitarra essenziale e precisa di Malcolm Middleton, ballate che guardano il folk da vicino, echi di new wave e un'attitudine post-rock a tenere insieme il tutto.

Ma sono le parole di Aidan Moffat - recitate/declamate al solito con scontrosa ma comunque amabile monotonia, nel solco tracciato da Lou Reed decenni fa - che fanno la differenza, raccontando in maniera lucida, ironica e disincantata storie vissute in prima persona o ispirate da un contesto che è lo stesso da cui gli Arab Strap provengono, quello fatto di giornate grigie che iniziano con la il suono della sveglia e terminano con la campanella che annuncia la chiusura del pub, di relazioni sentimentali nate male e finite peggio, di dipendenza e di rassegnazione ad un'esistenza in cui nulla di stimolante sembra più accadere.

Eppure...

Vengono da una terra piovosa, cantano di tristezza, di sconfitta e di disagi assortiti, ma abbandonarsi al flusso delle loro canzoni risulta alla fine rigenerante.

Ascoltare le canzoni degli Arab Strap riconcilia con sé stessi, è come confidarsi con un amico diventato saggio attraverso e grazie a mille vicissitudini: con lui potrai aprire il tuo cuore, sai che non ti giudicherà e ti saprà comprendere senza fare troppe domande.

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