La redazione segnala

I libri per ragazzi da leggere per l'estate 2023

Questo non è un elenco di libri: è una playlist. Perché i titoli che contiene sono come pezzi di musica, che risuonano dentro, hanno un loro sound speciale, ti appassionano quando li scopri e si possono persino leggere più volte, esattamente come capita con una canzone, o con una sinfonia.

Diciamo che se alla Feltrinelli mi avessero dato le chiavi del magazzino e centomila buste con le bolle io ve li avrei regalati tutti e cinque come dono per l’estate, un pacco ciascuno, e sono abbastanza sicuro che mi avreste ringraziato; ma ho chiesto, e pare che non sia possibile. Dunque, quindicenni, vi tocca rompere le scatole ai vostri genitori, spiegare che qui non si tratta di libri ma di tesori, e farveli regalare.

Patrick Süskind, Il profumo

Lo confesso: per uno come me, che di mestiere fa il compositore e passa le giornate a inventare cose invisibili, l’idea che il libro più bello di tutti parli di profumi è esaltante di per sé. E poi in queste pagine trovate una storia incredibile, che nella Francia puzzolente del Settecento vi prende per mano e non vi lascia più, portando a passeggio tra desiderio e alchimia, invidie e passioni, avventure mozzafiato e idee strampalatissime. La prima volta l’ho letto a trent’anni, perché quand’ero ragazzo a nessuno era venuto in mente di suggerirmelo, e ho giurato che ai miei figli lo avrei fatto scoprire prima; in casa, infatti, ne abbiamo due copie, per evitare risse…

Il profumo
Il profumo Di Patrick Süskind;

Jean-Baptiste Grenouille nasce nella Parigi del Settecento, nel luogo più mefitico della capitale: il Cimitero degli Innocenti. Orfano, brutto, insensibile, ha una caratteristica inquietante: non emana alcun odore. È però dotato di un olfatto unico al mondo, e il suo sogno è quello di dominare il cuore degli uomini creando un profumo.

Carlo M. Cipolla, Allegro ma non troppo

È un saggio, serissimo. Ma fa sbellicare dalle risate. Perché un grande economista, uno di quelli che studiavano come funziona il mondo, a un certo punto si è domandato come fosse possibile che, sul più bello, saltasse sempre fuori un cretino a rovinare tutto; e ha dunque steso Le leggi fondamentali della stupidità umana. All’inizio si trattava di una manciata di pagine, che l’autore regalava agli amici. Poi ci si divertiva così tanto a leggerlo che un editore ha pensato di pubblicarlo in grande stile, unendolo a un altrettanto divertente studio di come il pepe ha cambiato le vicende umane, e adesso il piccolo libriccino ha raggiunto qualcosa come 350.000 lettori – anche se, a quanto pare, la presenza dei cretini in seno alla società non ne è stata intaccata.

Allegro ma non troppo con Le leggi fondamentali della stupidità umana

Un "divertissement", un guizzo anarchico dell'intelligenza. È così che si possono definire queste pagine nelle quali Cipolla abbandona gli austeri panni dello studioso e, giocando sul filo del paradosso e dell'assurdo, costruisce due brevi saggi: il primo, una ilare parodia della storia economica e sociale del Medioevo; il secondo, una sorta di scherzosa teoria generale della stupidità umana.

Davide Longo, La vita paga il sabato

Se amate i gialli, e siete un pochino curiosi, probabilmente vi siete già imbattuti nella geniale epopea del commissario Arcadipane. Beh, questo è l’ultimo della serie e vi trovate la storia di un delitto – i gialli ne hanno quasi sempre almeno uno – ma anche quella di un paese che sorge davanti a una diga, le passeggiate di un cane a tre zampe, le ricerche di poliziotti tristi e un po’ sfigati e soprattutto idee talmente folgoranti che uno si domanda come diamine faccia l’autore a farsele venire.

Se poi amate i gialli, non conoscete ancora questa saga e siete persone particolarmente metodiche, potete anche partire dal primo, Il caso Bramard (io per sbaglio ero partito dal secondo, e ha funzionato lo stesso!). Se invece non amate i gialli, provate a leggerne uno ugualmente: scommetto che cambierete idea.

La vita paga il sabato
La vita paga il sabato Di Davide Longo;

Un produttore cinematografico, fratello di un potente ex ministro, viene trovato morto. Incaricato delle indagini, il commissario Arcadipane deve lasciare la sua Torino e trasferirsi temporaneamente a Clot, un grumo di case sorvegliate da una diga che serra la valle come un cappio. Ad attenderlo, gente diffidente e spigolosa e un rebus da far scoppiare la testa.

Alessandro Baricco, Oceano mare

Una storia, per essere raccontata, ha bisogno di una propria lingua. E qui Baricco riesce nel miracolo di sposare un prodigioso intreccio di vicende con una scrittura che sembra sia stata inventata apposta. Dal pittore che dipinge vedute marine usando esclusivamente acqua di mare alla ragazza che ha paura di tutto, dal professore che studia i limiti di ogni cosa alla donna bellissima che il marito ha confinato in una pensione perché guarisca dalla malattia dell’adulterio, non ci sono pensieri, gesti, paesaggi per i quali l’autore non trovi parole perfette, esatte, meravigliose nel suono e affilate nel significato. Chiaro che poi il mondo di cui parla diventi un po’ magico. E proprio per questo sprofondarvi dentro è un gran piacere.

Oceano mare
Oceano mare Di Alessandro Baricco;

Oceano mare racconta del naufragio di una fregata della marina francese, molto tempo fa, in un oceano. Gli uomini a bordo cercheranno di salvarsi su una zattera. Sul mare si incontreranno le vicende di strani personaggi. Come il professore Bartleboom che cerca di stabilire dove finisce il mare, o il pittore Plasson che dipinge solo con acqua marina, e tanti altri individui in cerca di sé, sospesi sul bordo dell'oceano, col destino segnato dal mare.

Italo Calvino, Le cosmicomiche

I grandi scrittori sanno partire da zero, si chiudono nella loro stanzetta, si siedono davanti a un foglio bianco e inventano. Quando sono grandissimi, però, qualche volta sanno persino rinunciare al piacere di far tutto da soli, prendono in prestito uno spunto qualsiasi e da quello partono, per condurci in luoghi dei quali non avremmo sospettato l’esistenza.

Qui Calvino lo fa annotando in cima a ogni capitolo una nozione scientifica, tipo la concentrazione iniziale della materia dell’universo ricavata attraverso lo studio della velocità di allontanamento delle galassie oppure la derivazione dei primi vertebrati dai pesci ossei polmonati, e poi, ragionando su questo come solo lui sapeva fare, inventa storie esilaranti raccontate in prima persona dal vecchio Qfwfq.

Il bello è che, anche in mondi lontani milioni di anni dal nostro e poi tra le prime molecole o tra i dinosauri, in fondo ci siamo sempre noi, con le nostre famiglie, i parenti invidiosi, gli slanci d’affetto, le curiosità, le stanchezze, i gesti di coraggio e quelli di codardia. Ed è bellissimo specchiarci, ridendo, tra le vicende del cosmo.

Le cosmicomiche
Le cosmicomiche Di Italo Calvino;

Il protagonista di questo libro si chiama Qfwfq. Quanti anni ha? Dato che non c'è avvenimento di milioni o miliardi di anni fa cui non abbia assistito, si deve calcolare che ha più o meno l'età dell'universo. Basta che il discorso tocchi di sfuggita l'accensione delle galassie o l'estinzione dei dinosauri, la formazione del sistema solare o i cataclismi geologici, ed eccolo saltar su a raccontare che c'era anche lui.

Se questi non ti bastano...
Come? Vuoi altri suggerimenti di lettura per le tue vacanze? Ecco qui la selezione delle Librerie Feltrinelli per te, per goderti un'estate all'insegna delle storie più belle per tutte le età!

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