La redazione segnala

Il Festival Internazionale dell’Economia a Torino

© Festival internazionale dell'economia

© Festival internazionale dell'economia

Quella globalizzazione ha lasciato in eredità in molti paesi tensioni distributive che spesso sono sfociate nell’affermazione su vasta scala di movimenti populisti. E le stesse attuali tensioni geopolitiche possono essere lette anche come una delle conseguenze di una globalizzazione troppo veloce

Tito Boeri

Dall’1 al 4 giugno, Torino sarà costellata di eventi e personaggi del mondo dell’economia e del panorama culturale e scientifico italiano: sono i giorni del Festival Internazionale dell’Economia, ideato e organizzato da Laterza, un’occasione per discutere, riflettere e rileggere alcuni dei capisaldi del nostro modo di vivere.

Il tema di questa seconda edizione è quantomai delicato e attuale – il 2022 aveva visto come protagonista il merito, altro argomento cogente –, vale a dire la globalizzazione. Il titolo è, infatti, Ripensare la globalizzazione, perché, a quanto pare, qualcosa che diamo tanto per scontato come, appunto, un mondo senza confini inizia a scricchiolare.

Nazionalismo economico, pandemia e guerra non hanno fermato la globalizzazione intesa come commercio mondiale e interscambio nell’ambito delle cosiddette catene globali del valore. L’hanno di certo rallentata, ma l’impressione è quella di essere di fronte a un fenomeno inarrestabile sospinto dal progresso tecnologico. Oggi, però, più di ieri scontiamo gli effetti di quella globalizzazione impetuosa che ha rivoluzionato il pianeta alla fine del secolo scorso e agli inizi del nuovo millennio

© Festival internazionale dell'economia

Perciò la globalizzazione va ripensata radicalmente perché possa rallentare, procedere in modo graduale affinché tutti ne possano beneficiare in maniera equa e il mondo non collassi sotto il suo peso. Ma non è solo questione di economia, è anche e soprattutto questione ambientale, e a focalizzarsi su questa prospettiva concorrono interventi come quello di Luca Mercalli al Museo del Risorgimento il 2 giugno.

Il Festival toccherà temi diversi, ma tutti volti a dare una lettura nuova del nostro modo di intendere i rapporti economici e il mondo in cui abitiamo, e per ogni tema c’è una sede diversa, verrebbe da dire: dal teatro Carignano al Museo Egizio, da auditorium a cinema al Circolo dei Lettori. Un’occasione imperdibile per ampliare i propri orizzonti e comprendere insieme a grandi personaggi come Mario Monti, John Elkann, Paolo Gentiloni, Elsa Fornero quant’è complessa questa nostra economia.

Il programma completo è disponibile al sito www.festivalinternazionaledelleconomia.com.

Economia e globalizzazione

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