Arrivi e partenze

"Chiedimi dove andiamo"

Esistono su questa terra albe, foreste, cieli stellati, visi amici. Ma questo pianeta è retto da una forza, non invincibile ma perversa, che preferisce il disordine all’ordine, il miscuglio alla purezza, il groviglio al parallelismo, la ruggine al ferro e la stupidità alla ragione. Il mondo ci sembra avanzare verso una qualche rovina e ci limitiamo a sperare che l’avanzata sia lenta.

Primo Levi

Primo Levi conosceva bene la "forza perversa" che governa il mondo.
Sapeva quanto le rette parallele dei binari di un treno possano a volte nascondere il più drammatico dei grovigli.
Aveva toccato con mano quanto la ruggine della stupidità possa corrompere la purezza della ragione. 
Ma nella citazione che abbiamo scelto per aprire questo nostro contributo a un Giorno della Memoria che ci auguriamo più vivo e partecipato che mai, va tenuto ben a mente soprattutto quell'aggettivo negato "non invincibile": il mondo ci sembra avanzare spesso verso una qualche rovina, è vero. Ma noi possiamo fare qualcosa. Possiamo fare memoria

Chiedimi dove andiamo. Come raccontare Auschwitz ai giovani viaggiando sui treni della memoria

Un testo di educazione alla memoria, una riflessione su come la memoria possa costituire un sistema di valori e non solo una raccolta di ricordi

Come questo possa diventare progetto, ce lo siamo fatti raccontare da una persona che sa bene cosa significhi fare memoria.
Elena Bissaca è fra i fondatori dell'associazione Deina, che da anni - fra le tante cose belle e importanti che fa - promuove I treni della memoria, splendida iniziativa volta a far ripercorrere a ragazze e ragazzi percorsi che la storia ha connotato in modo tragico, così da permettere loro di porsi le giuste domande a proposito di quel che è stato e seminare fra le nuove generazioni una consapevolezza che è presidio e salvezza.

Assieme ad Elena Bissaca siamo andati al Memoriale della Shoah di Milano, un posto che è memoria fattasi architettura e che invitiamo tutti ad andare a scoprire o riscoprire, per vedere quanto le prospettive parallele di un binario - il binario 21, dal quale partivano i treni che avrebbero portato verso i campi di concentramento migliaia di donne e di uomini, di bambini e di anziani - abbiano da insegnare a distanza di ottant'anni. Ottant'anni possono sembrare un tempo lunghissimo, ma storicamente sono un battito di ciglia.
Forse è per questo che la Senatrice Liliana Segre, non più tardi di qualche giorno fa, ha messo in guardia, con voce potente, dai rischi che corriamo: "La gente è stufa di sentire parlare degli ebrei. Tra un po' sui libri di storia sulla Shoah ci sarà solo una riga".
Ecco perché è necessario più che mai continuare a coltivare la memoria come enzima fondamentale dell'identità civile di un popolo.
E i giovani sono la più grande risorsa perché la coltivazione di una memoria condivisa non diventi sterile esercizio retorico, ma serva invece a far sì che ciascuno si ponga le giuste domande, crescendo. 
Buon Giorno della Memoria 2023 a tutti. 

La redazione di Maremosso.


Si ringraziano l'associazione Deina e la fondazione Memoriale della Shoah di Milano.

Le nostre interviste

La posta della redazione

La posta della redazione

Hai domande, dubbi, proposte? Vuoi uno spiegone?
Scrivi alla redazione!

Per fare memoria

Chiudi

Per poter aggiungere un prodotto al carrello devi essere loggato con un profilo Feltrinelli.

Chiudi

Per poter aggiungere un prodotto alla lista dei desideri devi essere loggato con un profilo Feltrinelli.

Chiudi

Il Prodotto è stato aggiunto al carrello correttamente

Chiudi

Il Prodotto è stato aggiunto alla WishList correttamente