Millefogli

Capodanno a tavola

Illustrazione di Giulia Masia, 2021, diplomata presso l'Istituto Europeo di Design di Milano

Illustrazione di Giulia Masia, 2021, diplomata presso l'Istituto Europeo di Design di Milano

Lenticchie, melagrana, cotechino, uva, bollicine… Anche i meno scaramantici sanno perfettamente che per assicurarsi una buona dose di fortuna e di prosperità per tutto l’anno nuovo ci sono alcuni cibi che non possono mancare sulla tavola delle feste di fine anno. Questione di tradizioni popolari che si perdono nella notte dei tempi, certo, ma alla fine ci vogliamo credere un po’ tutti. O no?

Tanto per cominciare, è consigliabile invitare al Cenone di San Silvestro la regina dei frutti, sua maestà la melagrana, splendida con la sua scenografica corona. Viene considerata un vero e proprio porta fortuna ed è un frutto ricco di significati: per la religione cristiana rappresenta il simbolo del “vivere perfetto” e delle numerose virtù della Madonna. Botticelli dipinse la Madonna della melagrana (ospitata nella Galleria degli Uffizi a Firenze) ponendo il frutto nelle mani di Gesù Bambino e di Maria quale simbolo della Passione, dell’abbondanza, della regalità: i grani rossi del frutto, simili a goccioline di sangue, anticipano il sacrificio di Gesù. Per Egizi, Fenici, Mesopotamici la melagrana era simbolo di abbondanza, di fertilità, di rigenerazione e di vita. I Greci, dal canto loro, l’avevano innalzata all’Olimpo mettendola in mano a Era, protettrice del matrimonio, e lo stesso fecero i Romani con Giunone, adornando le teste delle loro spose con coroncine di melograno in segno di augurio. Un motivo in più per accoglierla sulla nostra tavola a Capodanno. E per chiamare davvero a gran voce la fortuna, ponetene qualche chicco nel calice del brindisi di mezzanotte...

E che dire dei chicchi d’uva? Per garantirsi prosperità e letizia, secondo un’usanza di origine spagnola, allo scoccare della mezzanotte è importante mangiare dodici acini di uva, uno per ogni rintocco delle campane e uno per ogni mese dell’anno nuovo.

Il classico dei classici del menu di fine anno, sarete tutti d’accordo, è l’accoppiata lenticchie e cotechino. Mangiare le lenticchie durante il Cenone di San Silvestro, infatti, porterebbe prosperità, fortuna e ricchezza nell’anno nuovo, proporre il cotechino (o il maiale, più in generale) promette invece abbondanza.

Indipendentemente da denaro e letizia, lenticchie e cotechino “regalano” decisamente un gran gusto alle feste!

Come preparare il cotechino con le lenticchie 

Tagliate a pezzetti una carota, una costa di sedano e una cipolla.
Mettete in una pentola un goccio di olio extra vergine di oliva, aggiungete le verdurine, fate rosolare un po’ e versate circa 200 g di lenticchie (prima controllare sulla confezione se è necessario metterle in ammollo) e lasciatele insaporire.
Poi aggiungete un po’ di brodo e di acqua fino a coprirle completamente. Subito dopo mettete anche un rametto di rosmarino, un cucchiaino di concentrato di pomodoro e fate cuocere finché le lenticchie non saranno pronte.
Alla fine, se necessario, regolate di sale e pepe e controllate il livello dell’acqua (dipende se si desiderano lenticchie più o meno asciutte).
Intanto fate cuocere un piccolo cotechino: inserite due stuzzicadenti ai lati, in questo modo si buca il budello, il grasso in eccesso fuoriesce durante la cottura e si evita che il cotechino si possa rompere.
Avvolgetelo nella carta stagnola e immergetelo in una pentola d'acqua fredda abbastanza grande. Il tempo di cottura dipende dal peso (per un piccolo cotechino, dal bollore dell'acqua calcolate circa un’ora di cottura).

Un’idea scenografica e originale per presentare questo connubio in tavola durante il Cenone? Servite le lenticchie in piccoli bicchieri (con le dosi di questa ricetta ne verranno circa sei) completando con il cotechino e una mela verde tagliati entrambi a dadini. La presenza della mela verde, oltretutto, regala un tono fresco e aromatico all’insieme e contribuisce a “sgrassare” il palato.

Un ultimo consiglio? Visti i tempi che stiamo vivendo, per un po’ di prosperità in più aggiungiamo anche una bella manciata di chicchi di melagrana ai nostri bicchierini. Non si sa mai… 

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