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Non stupisce che Robert Darnton abbia dedicato uno dei suoi studi più celebri a quello che egli stesso definì come Il grande massacro dei gatti: proprio come queste creature, a lungo perseguitate per la loro grazia sovrannaturale, Darnton ha un che di sornione, quando sorride.
Gentile, curioso, coltissimo, Darnton ha un modo di affascinare l'interlocutore che attinge direttamente alla sua autorevolezza, ma poggia anche sulla passione e la simpatia che questo grande accademico e scrittore riesce a comunicare e trasmettere.
Non c’è dubbio: è all’immenso potere dei libri che si deve la diffusione dell’Illuminismo. Ma come si spiega la loro forza dirompente in un’epoca in cui non esisteva la libertà di stampa?
Chiunque oggi voglia capire come i libri abbiano plasmato la cultura europea - e l'abbiano fatto irradiando il loro potenziale a partire dal momento storico della Rivoluzione Francese - trova nei saggi di Darton la migliore compagnia che si possa immaginare.
Sempre narrativo nel suo approccio al testo, con un'attenzione costantemente rivolta all'uomo - era forse Pascal che soleva dire "Quel che interessa maggiormente all'uomo è l'uomo stesso" - Darnton accompagna a queste qualità una erudizione in divenire, capace di rimettere in discussione quanto già dato per acquisito di fronte a nuove scoperte o a diramazioni inattese.
Romanzi a chiave che svelano gli intrighi di corte, opere troppo fiacche quanto a faziosità socialista, storie d'amore in bengali da cui traspare l'odio per la dominazione inglese, e poi censori ormai insofferenti del loro lavoro, poliziotti sulle tracce di testi proibiti e appassionati bibliotecari indiani: sono solo alcuni dei protagonisti, di carta e in carne e ossa, di un libro dagli obiettivi non meno semplici che audaci - ripensare l'idea stessa di censura.
Alla ricca bibliografia (nel nostro paese pubblicata in larga misura da Adelphi), si aggiunge oggi un tassello importante, perché con Editori e pirati Darnton compie un vero e proprio exploit nella saggistica dedicata alle origini del concetto di copyright e alla diffusione clandestina dei saperi nell'Età dei lumi.
I pirati, è la tesi alla quale Darnton dà corpo col suo libro, furono imprenditori che seppero trarre vantaggio da una situazione normativa e culturale ancora incerta, quanto all'acquisizione dei diritti per la traduzione delle opere in paesi diversi da quelli in cui furono pubblicate in origine: ma spesso questi uomini d'affari trovarono terreno fertile per i loro commerci... negli autori stessi!
Fra questi autori, ci sono anche degli insospettabili: venite a sentire cosa racconta Darnton a proposito dei rapporti fra Voltaire e il suo editore svizzero.
Nella nostra intervista, che siamo felici di poter condividere coi lettori di Maremosso, facciamo conoscenza di uno storico appassionato e la cui curiosità è contagiosa. E le sue idee su copyright, proprietà intellettuale e cultura europea sono tutt'altro che puramente accademiche.
Venite a tuffarvi in un sapere che consola e illumina, assieme al Professor Darnton.
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