Anniversari e ricorrenze

Whitney Houston: we will always love her

Illustrazione digitale di Daniela Filio, 2022, studentessa del Liceo Artistico Volta di Pavia

Illustrazione digitale di Daniela Filio, 2022, studentessa del Liceo Artistico Volta di Pavia

So qual è il mio colore. Sono cresciuta in una comunità nera con persone di colore, quindi per me non è mai stato un problema. Eppure sono stata accusata di "essere pop", ma questo non significa che io sia bianca... la musica pop non è mai stata tutta bianca

Illustrazione digitale di Alma Fraccaro, 2022, studentessa del Liceo Artistico Volta di Pavia

Whitney Houston è stata una cantautrice, modella, attrice e produttrice americana i cui primi quattro album, pubblicati tra il 1985 e il 1992, hanno accumulato vendite globali superiori a 86 milioni di copie. Soprannominata The Voice da Oprah Winfrey, ha conquistato gigantesche fette del mercato musicale che erano state per anni precluse alle cantanti afroamericane, diventando senza dubbio una delle più grandi pop star di tutti i tempi. Nel suo essere poliedrica, Houston è stata in grado di destreggiarsi tra ballate romantiche ed estremamente mature, un elegante dance-pop e un R&B raffinato e moderno. Il risultato è stato un successo clamoroso su tutta la linea, eguagliato da ben pochi artisti della sua epoca.

Una voce destinata a essere grande

La voce di Whitney è nata "predestinata": il canto era infatti già ben presente in tutta la sua famiglia. La madre e i cugini erano cantanti e la sua madrina era niente meno che Aretha Franklin. La zia è Dionne Warwick, con cui già dall’età di 7 anni cantava nel coro della chiesa.

Illustrazione digitale di Nicole Marino, 2022, studentessa del Liceo Artistico Volta di Pavia

Nata il 9 agosto 1963 a Newark, nel New Jersey, Houston sembrava quasi destinata fin dalla nascita a diventare una cantante: già da bambina aveva un'attitudine magnetica che sarebbe diventata poi la sua indimenticabile capacità di catturare il pubblico; in un'intervista dirà che le reazioni estatiche della congregazione di New Hope - chiesa nella quale iniziò la sua carriera come cantante gospel - ebbero un potente effetto su di lei: "Penso di aver capito allora che [la mia capacità di cantare] era una cosa contagiosa che Dio mi aveva dato".

Quando compì 15 anni, Houston iniziò a esibirsi con sua madre, anche lei cantante, cercando di ottenere un contratto discografico tutto suo. Più o meno nello stesso periodo, venne scoperta da un fotografo e ben presto divenne una modella estremamente ricercata, una delle prime donne afroamericane ad apparire sulla copertina della rivista Seventeen. Ma era la musica ad attirarla irrimediabilmente e non si diede pace finché non riuscì a perseguire il suo sogno.

A 19 anni venne notata in una discoteca da Clive Davis della Arista Records, la mise sotto contratto e prese il timone della sua carriera mentre Whitney si preparava a passare dal gospel al pop. Nel 1983, Houston debuttò sulla televisione nazionale, apparendo al The Merv Griffin Show per cantare "Home" dal musical The Wiz. Lei e Davis trascorsero i due anni successivi lavorando al suo album di debutto, trovando i migliori produttori e cantautori disponibili per mettere in luce il suo straordinario talento vocale.

Nel 1985 pubblicò il suo album di debutto, Whitney Houston, e quasi immediatamente divenne un grande successo. Nel corso dell'anno successivo, i due singoli più rappresentativi dell'album, Saving All My Love for You e How Will I Know inchiodarono l'album sulla vetta delle classifiche, dove rimase per 14 settimane non consecutive.

Numeri da capogiro

Nel 2009 il Guinness World Records ha nominato Whitney come la cantante femminile più premiata di sempre. È una delle artiste di musica popolare più vendute in assoluto, con vendite tra 170 e 200 milioni di dischi in tutto il mondo. Ha registrato 7 album e 2 colonne sonore, tutti ottenendo la certificazione diamante, platino, multi-platino o oro.

Anche il secondo album, Whitney, ebbe un successo monumentale, diventando disco di platino diverse volte e vincendo un Grammy per il singolo I Wanna Dance With Somebody (Who Loves Me). Durante questo periodo, la cantante apparve anche a un concerto per il compleanno di Nelson Mandela e fondò la Whitney Houston Foundation for Children, un'organizzazione senza scopo di lucro che finanzia progetti per aiutare i bambini bisognosi in tutto il mondo.

Nel 1992 Houston era in cima al mondo, ma la sua vita stava per complicarsi molto rapidamente. Il 1992 fu anche l'anno in cui sposò il cantante R&B Bobby Brown dopo un fidanzamento di tre anni. Quello che, inizialmente, sembrava un matrimonio felice ebbe delle conseguenze disastrose sul finire degli anni novanta. Sia Brown che Houston avevano problemi di abuso di sostanze stupefacenti e manifestavano comportamenti sempre più sregolati, con Houston che, in seguito, fece allusione all'abuso emotivo di Brown e alla perpetrata violenza domestica.

Illustrazione digitale di Laila Balot, 2022, studentessa del Liceo Artistico Volta di Pavia

Nonostante una vita personale alla deriva, Houston continuava a progredire nella sua carriera, passando con successo alla recitazione e recitando al fianco di Kevin Costner nel celebre film The Bodyguard. Questo progetto diede il la per stabilire una fortunata: per ogni film in cui recitava veniva pubblicato un singolo di enorme successo, ottenendo vendite da record per le colonne sonore. La canzone-simbolo di The Bodyguard, una cover di I Will Always Love You di Dolly Parton, si rivelò un successo strepitoso e venne seguito a ruota da Waiting to Exhale e The Preacher's Wife, anch'essi accompagnati anche da colonne sonore di sensazionale successo.

I Will Always Love You

La canzone del 1974, diventata famosissima grazie anche al film "The Bodyguard", è il singolo più venduto di sempre di un'artista donna, con oltre 20 milioni di dischi in tutto il mondo. The Bodyguard: Original Soundtrack Album è la colonna sonora più venduta di tutti i tempi.

Illustrazione digitale di Ilaria Coppola, 2022, studentessa del Liceo Artistico Volta di Pavia

Tra la fine degli anni novanta e l'inizio degli anni duemila il matrimonio sempre più difficile di Houston, le lotte con la droga e i problemi di salute sembravano mettere a dura prova la sua carriera. Le reiterate cancellazioni di concerti e una famigerata intervista televisiva con la giornalista Diane Sawyer nel 2002 - in cui Houston appariva estremamente magra e in cattive condizioni di salute - portarono molti a ipotizzare che fosse sull'orlo di un esaurimento nervoso.

Nel 2004 iniziò la produzione del reality televisivo Being Bobby Brown: lo spettacolo venne trasmesso durante gli anni peggiori del matrimonio, a quel punto ormai alla deriva; l'uso di droghe e lo stile di vita eccessivo e sopra le righe contribuirono a far calare drasticamente la reputazione di Houston. In risposta, lei cercò di ignorare la controversia, andando avanti con la sua musica pubblicando Just Whitney..., ma non riuscì nemmeno lontanamente a eguagliare il successo dei suoi primi lavori.

Negli anni successivi, Houston tentò di riparare il suo matrimonio e di tenere sotto controllo le sue dipendenze, ma dopo diverse ricadute, dovette intervenire la madre, Cissy. Come spiegò Whitney stessa a Oprah Winfrey nel 2009: "[Mia madre] entra con lo sceriffo e mi dice: 'Ho qui con me un'ingiunzione del tribunale: farai a modo mio oppure non andremo da nessuna parte. Andrai in TV e ti ritirerai dalle scene, e dirai che lo stai facendo perché non ne vale la pena.'" Houston prese una pausa dalla sua carriera, divorziò da Brown nel 2007 e vinse l'affidamento esclusivo della figlia Bobbi Kristina.

Dopo quasi un decennio di lotte e difficoltà nella propria vita personale, Whitney sembrava finalmente riprendersi, grazia anche alla pubblicazione di un nuovo album, I Look To You, nel 2009. Il disco ricevette un caloroso bentornato dai fan storici della cantante e non solo, arrivando nuovamente in cima alle classifiche dei più venduti. I suoi spettacoli dal vivo, tuttavia, ottenevano recensioni contrastanti, in particolar modo a causa della resa dal vivo della voce, non più quella di un tempo.

Il tour olografico

Nel 2019, è stato annunciato che l'ologramma di Houston sarebbe andato in tournée l'anno successivo. La produzione era stata sviluppata da BASE Holograms, che aveva già debuttato in spettacoli con le sembianze della diva dell'opera greca Maria Callas e del grande rock 'n' roll americano Roy Orbison.

Illustrazione digitale di Amelia Aschieri, 2022, studentessa del Liceo Artistico Volta di Pavia

All'inizio del 2012, si vociferava che Houston avesse problemi finanziari, nonostante le sue ripetute smentite. Al contrario, Whitney sembrava pronta per una ripresa in grande stile della propria carriera: si mise al lavoro sul musical Sparkle con Jordin Sparks, un remake del film del 1976 su un gruppo musicale di sole ragazze sulla falsariga delle The Supremes, e voci di corridoio millantavano una sua partecipazione come giudice a X Factor USA. Sfortunatamente, questo ritorno sulle scene non avvenne mai.

Whitney Houston morì all'età di 48 anni l'11 febbraio 2012, in un hotel di Los Angeles. Secondo un rapporto rilasciato dall'ufficio del medico legale della contea di Los Angeles il 22 marzo 2012, la causa della morte fu dovuta a un collasso cardiaco causato probabilmente dal prolungato abuso di droga, farmaci e alcool. Anni dopo, invece, si formulò l'ipotesi di "annegamento", poiché Houston era completamente sott'acqua, dovuto a un possibile infarto causato dai farmaci.

Nessuno mi può obbligare a fare qualcosa che non voglio. La decisione è sempre mia. Quindi, il mio più grande demone sono io. O sono la mia migliore amica o la mio peggior nemica.

Illustrazione digitale di Vittoria Gadda, 2022, studentessa del Liceo Artistico Volta di Pavia

Gli altri approfondimenti

La discografia di Whitney Houston

Whitney Houston in video

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